mercoledì 18 dicembre 2013

Medicina generale e Atto d’indirizzo. Testa (Snami): “Il Mmg è un professionista non sostituibile”

Conservare il rapporto duale medico-paziente a tutela del Ssn e delle buone cure ai malati. Mentre per quanto riguarda gli studi medici, essi “devono continuare ad essere presenti capillarmente nel territorio”. Dal 24 gennaio  il sindacato lancerà la sua manifestazione: ogni medico lavorerà con la scritta 'medico di medicina generale non sostituibile’ sul camice

La risposta del sindacato autonomo alle “ultime follie”, come le definisce il presidente dello Snami, dell'atto di indirizzo, malnato della brutta legge Balduzzi, non si è fatta attendere. Scaturisce dalla sintesi degli incontri del Comitato Centrale e del Consiglio Nazionale, inframezzati da un convegno nazionale sulle tematiche della professione, che hanno avuto luogo a Roma nell’ultimo fine-settinama, durante il quale i dirigenti sindacali Snami di tutta Italia si sono confrontati sul prossimo futuro della sanità del territorio e del sistema sanitario nazionale. Angelo Testa, leader dello Snami

“Il Medico di Medicina Generale – sottolinea il presidente Snami, Angelo Testa- è un professionista della sanità assolutamente non sostituibile. Il paziente ha scelto liberamente di essere curato da un medico di sua fiducia e non deve trovare al suo posto, se non in circostanze particolari e solo come integrazione all'iter assistenziale, altre figure professionali che possano sostituirlo. Venerdì 24 gennaio avrà inizio la manifestazione Snami in difesa dei pazienti, la cui assistenza medica potrebbe venire gravemente compromessa”.

“I Medici – spiega Salvatore Santacroce, Vicesegretario nazionale Snami, lavoreranno regolarmente nei loro ambulatori, senza creare disagi agli assistiti ma porteranno sul camice un distintivo con la scritta medico di medicina generale non sostituibile. Sarà spiegato agli assistiti che qualcuno pensa di mandare al macero il sistema attuale che prevede gli studi medici anche nei piccoli paesi e nei quartieri periferici, che si possano tagliare ore di guardia medica notturna e che si possano aprire “centri commerciali" della sanità lontano dalla propria abitazione e dove, inoltre, potrebbero facilmente non trovare il medico di fiducia che hanno scelto per essere curati. Il tutto verrà riportato in una locandina nella sala d'aspetto dei nostri studi e verrà pubblicizzato in tutta Italia attraverso la stampa e le televisioni".

“Un “non sostituibile” – conclude Testa - come ferma risposta al percorso verso il degrado che porterebbe ad una sanità senza fondi, con i “corvi” e le lobbies del privato dietro l'angolo, e anche con un medico di medicina generale demotivato e senza più volto”. 

venerdì 13 dicembre 2013

“Acque della salute”: Antitrust sanziona Uliveto, Rocchetta e Fimmg


Uliveto e Rocchetta “acque della salute” con il logo dei medici di medicina generale e una serie di proprietà che vanno dall’aiuto alla digestione alla lotta contro l’osteoporosi, dalla pulizia dei reni alla prevenzione della calcolosi: troppe promesse, peraltro avvalorate di fatto dalla partnership con la Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg) secondo l’Antitrust, che ha deciso sanzioni complessive per 130 mila euro.

Le multe sono di 100 mila euro per la società Co.ge.di International S.p.A., proprietaria dei marchi Uliveto e Rocchetta, e di 30 mila euro per la Fimmg.
La pratica commerciale analizzata dall’Autorità, su segnalazione di Altroconsumo, riguarda l’attività promozionale delle acque minerali Uliveto e Rocchetta, al fine di accreditarle quali “acque della salute”, attraverso una serie di iniziative sviluppate da Cogedi insieme alla Fimmg. La campagna promozionale si è infatti svolta con la presenza del logo della Fimmg insieme alla dicitura “La Federazione Italiana Medici di Famiglia e Uliveto e Rocchetta insieme per la salute della famiglia” e ha promosso le acque minerali Uliveto e Rocchetta “mettendo in rilievo – scrive l’Antitrust – effetti e caratteristiche salutistiche per l’organismo umano che vengono rappresentate come cifra distintiva e caratterizzante dei suddetti prodotti. Tali caratteristiche – che corrispondono a claim specifici – sono accreditate in tutta la comunicazione pubblicitaria, aumentando la credibilità e scientificità delle stesse, attraverso la partnership e il sostegno della Federazione Italiana dei Medici di Famiglia, di cui viene fatto ampio uso del logo, proprio al fine di connotare, suggerire e scegliere i prodotti come ‘acque della salute’”.
Secondo l’Antitrust, la pratica commerciale risulta scorretta innanzitutto per l’uso in sé del logo Fimmg e della dicitura “La Federazione Italiana Medici di Famiglia e Uliveto e Rocchetta insieme per la salute della famiglia”, nonché di espressioni simili, che “precedono l’indicazione delle specifiche proprietà salutistiche delle acque nei messaggi promozionali e sono stati inseriti in tutti i supporti promozionali, comprese le etichette dei prodotti”. I consumatori sono indotti a fare particolare affidamento sulle proprietà vantate dalle acque minerali proprio attraverso la partnership con la Fimmg: “L’enfatico richiamo alla federazione dei medici di famiglia e, quindi, nella percezione del consumatore, alla figura del medico di famiglia, appare un elemento idoneo ad indurre i consumatori a fare un particolare affidamento sulla caratteristica di prodotti salutari e sulle proprietà e funzioni salutistiche che vengono attribuite alle acque Uliveto e Rocchetta”, scrive l’Antitrust, che sottolinea però come la partnership avesse come oggetto la promozione delle acque minerali e non fornisse invece evidenze sull’attività di ricerca e analisi dei prodotti in relazione alle loro funzioni di salute. Non risulta sia stata effettuata, prosegue l’Autorità, una specifica procedura di controllo scientifico delle acque minerali pubblicizzate.
Mediante il richiamo alla figura medica, le acque in esame vengono implicitamente segnalate come migliori rispetto ai prodotti concorrenti, proprio in quanto godono dell’approvazione del medico di famiglia – obietta l’Autorità – Nel contesto dei messaggi in esame, anche il claim “acque della salute”, usato nell’intera campagna pubblicitaria, e l’enfasi ad esso attribuita dal nastro, di colore rosso, che unisce le confezioni delle acque Uliveto e Rocchetta nei messaggi a mezzo stampa, costituiscono elementi comunicazionali che assumono un significato specifico e ulteriore, e cioè accreditano alle acque specifici effetti curativi o preventivi di carattere generale che, in realtà, esse non possiedono”.
L’Antitrust argomenta inoltre che della pluralità di proprietà salutistiche attribuite a Uliveto e Rocchetta, solo alcune risultano provate dalla documentazione e autorizzate dal Ministero della Salute – quali gli effetti sulla digestione dell’acqua Uliveto e quelli diuretici di Rocchetta – mentre proprietà ulteriori (in particolare claim quali “aiuta a combattere l’osteoporosi”, “ristabilisce l’equilibrio idrico minerale alterato dopo l’attività fisica” per Uliveto, “aiuta a prevenire la calcolosi urinaria”, “aiuta a mantenere i reni puliti” per Rocchetta), risultano non autorizzati e quindi scorretti. Da qui la sanzione dell’Autorità.

giovedì 12 dicembre 2013

INTERVISTA AD ANGELO TESTA SULL’ATTO DI INDIRIZZO

AL MACERO LA LEGGE BALDUZZI

Il taglio agli sprechi dell'ospedale per finanziare il territorio? Solo battute degne del concorso «barzellettieri d’Italia». E’ ridicolo acclamare la legge Balduzzi e nello stesso tempo demonizzare l’atto di indirizzo, suo figlio legittimo! Lo Snami grida il suo NO a questa «ristrutturazione» della Medicina del territorio con costi a carico dei Medici!   Dovremo  licenziare segretarie e personale di studio. Andare a rinnovare adesso le convenzioni è come partire per la storica campagna di Russia: un viaggio senza ritorno.
Roma 9 Dicembre 2013-Subbuglio e sconcerto nel mondo medico per l’atto di indirizzo dei Medici Convenzionati.  Lo Snami attraverso una lunga intervista al suo presidente nazionale conferma la sua posizione assolutamente contraria alla bozza ed esprime la linea ufficiale del sindacato.

Dott.Testa,  tre aggettivi per descrivere l’atto di indirizzo.
Osceno, pericoloso, dannoso. Epilogo naturale di una brutta legge.

I sindacati sono tutti d’accordo nel «bocciare » la bozza dell'atto di indirizzo?
Non ho sentito o letto le reazioni di tutti i sindacati ma immagino di sì, anche se con i dovuti distinguo. Vedremo in questi giorni. Il mio sconcerto nasce dalle dichiarazioni di chi continua a condividere la legge e ne stigmatizza gli esiti naturali.

Cioè ?
E chiarissimo che senza la legge Balduzzi non ci sarebbe stato questo atto di indirizzo obbrobrioso e pericoloso che non va bene a nessuno. Stranamente alcuni continuano a decantare le caratteristiche “innovative” di questa legge per poi prendere le distanze dalle naturali conseguenze pratiche che ne scaturiscono. Né serve cercare di dare le colpe alle Regioni. Se abrogassimo la legge Balduzzi sparirebbero anche le creature mostruose nate dai suoi parti distocici.

Ma ciò è possibile ?
Perchè no? Lo Snami lo ha chiesto in tempi non sospetti, paventando gli scenari che si stanno avverando in questi giorni. La storia della nostra Repubblica annovera esempi di leggi abrogate e sostituite da altre leggi, a volte anche immediatamente dopo il loro stesso varo. C’è solo da temere, poiché non c’è mai limite al peggio in questi tempi, che si possa magari estrarre dal cilindro una porcheria ancora peggiore della legge attuale. Solo se i sindacati ragioneranno insieme prendendo atto che si è innescata una micidiale bomba ad orologeria che devasterà la Medicina generale, potremo cercare di parare il colpo.

Cosa non va della legge Balduzzi ?
Intanto che è nata su imposizione e senza concertazione se non con i soliti noti e senza considerare realmente le modalità di lavoro dei MMG, tanto gradite ai Cittadini. E' figlia del governo Monti che oggettivamente non ha lasciato molti nostalgici e che ipotizza uno scenario di ristrutturazione del territorio senza investimenti, cioè a costo zero. Ovvero indica presunti risparmi nella gestione degli ospedali da reinvestire nel territorio. Insulto all’intelligenza dei Medici che sanno benissimo distinguere le bugie dal realizzabile e sanno che «la moltiplicazione dei pani e dei pesci» attiene a livelli ben superiori.

Si spieghi meglio.
Ci saranno solo tagli e ne andranno di mezzo i servizi essenziali perché se si arriverà al contenimento degli sprechi, figli della malapolitica, saranno solo «bruscolini». Tutto il progetto è come scoperchiare il tetto della propria abitazione per farne uno nuovo “a costo zero”  dimenticando che la manodopera, le travi e le tegole costano, negando a se stessi che il portafoglio è vuoto, che la vecchia copertura teneva e riparava e che “a costo zero” pioverà dentro casa.

L'atto di indirizzo che scenari paventa ?
L'abolizione dei distacchi sindacali con conseguente morte dei sindacati puri che non hanno entrate se non dalle quote degli iscritti. E’ un attacco diretto alla libertá sindacale, impedendo di fatto ai legittimi rappresentanti di esercitare il loro diritto costituzionale. Non essendo i medici di medicina generale dei dipendenti, i quali vanno in "permesso sindacale" retribuito, avranno oggettivamente grosse difficoltà a sostenere i costi della rappresentanza. Altra mortificazione della Medicina Generale saranno i tagli degli emolumenti sino al trenta per cento. Budget di distretto, ruolo unico equivoco ed interpretabile a piacere a seconda della convenienza e tutte le follie della legge Balduzzi ,di sovietica memoria, sulle aggregazioni forzate dei Medici. Solo pensare che le risorse economiche dei medici generali, utilizzate per collaboratori di studio e personale vengano tolte dalla loro gestione ed affidate alle ASL, tristemente famose per “saper ben gestire” le risorse, dovrebbe farci scendere in piazza con i forconi.

Si parla in maniera entusiastica di aggregazioni mediche che risolveranno tutti i problemi del territorio .
Altre “balle” grossolane. Evidentemente chi sponsorizza questi percorsi nel contesto economico e socio politico che stiamo vivendo è un laureato in Medicina e non un Medico. Cioè non ha mai visto un paziente. Le aggregazioni forzate snaturerebbero il particolare rapporto medico paziente che è alla base del gradimento indiscusso e della funzione positiva della medicina generale.

Quello che Lei sostiene è che i Medici verranno aggregati contro la loro volontà ?
Lo dice la legge. Se vuoi mantenere la convenzione devi aderire per forza alle aggregazioni territoriali funzionali e potrai anche essere «deportato» forzatamente in una UCPP, cioè in un’aggregazione strutturale. Spariranno così gli studi medici nei piccoli paesi a vantaggio dei grossi supermarket della sanità, lontano dalle case dei pazienti o addirittura lontano dai paesi di residenza dei malati.

Se così fosse sarebbe una follia.
Follia è il termine appropriato. Anche perché se è vero che le 40 case della salute in Toscana sono costate 18 milioni di euro e per mantenerle ci vogliono 16 milioni di euro, i costi indubbiamente ci sono. A meno che non vogliano considerare i soldi finti del MONOPOLI come fonte economica a cui attingere e i tagli di ore di continuità assistenziale come si vorrebbe sperimentare in qualche Regione come percorsi virtuosi e non schizofrenici quali appaiono in realtà.

E l'annunciato decongestionamento dei pronto soccorso ospedalieri ?
Il ritornello che le aggregazioni mediche forzate risolveranno i problemi del pronto soccorso è stonato e permeato di malafede. Altra leggenda metropolitana ed imbroglio nei confronti dei pazienti. Abbiamo più volte sottolineato il perché sempre più assistiti si rivolgono ai pronto soccorso di per se già sottodimensionati. By pass delle liste d'attesa, risparmio dei ticket e la possibiltà di effettuare in un'unica soluzione una batteria completa di esami ematochimici e strumentali. Percorso figlio anche della medicina difensiva.

Cosa vuole dire agli altri sindacati ?
Che i contratti in questo contesto, e a queste condizioni catastrofiche per i Medici, non devono essere rinnovati e che, viste le premesse, qualcuno dovrebbe rinunciare a “ capetti & primarietti”, a rifondazioni figlie della demagogia per cercare insieme di limitare i danni a carico dell’intera Categoria e, di conseguenza, ai Cittadini che si dice di voler tutelare.

Cosa vuol dire alla politica ?
Che i Medici sono tanti e prendono le distanze dai politici incapaci, che non voteranno chiederanno di non votare per chi sta contribuendo allo sfascio del sistema sanitario. I politici hanno la grave colpa di servirsi di funzionari incompetenti che «rubano» lo stipendio e di fatto gestiscono a vari livelli la sanità con i risultati indecenti che sono sotto gli occhi di tutti. Come si può immaginare che un medico scontento, vessato, umiliato demotivato ed in difficoltà economica possa curare al meglio propri assistiti? Voglio aggiungere che con nostro grande rammarico dovremo licenziare le segretarie e le infermiere. Infatti le nuove forme di aggregazione comporteranno un taglio importante dei nostri emolumenti e l'impossibilità ad avere del personale. Anche ciò non interessa alla politica ?

Qual è il regalo di natale che lo Snami ha preannunciato per il ministro Beatrice Lorenzin?
Le impacchetteremo le conclusioni della discussione e del confronto che sono in essere nello Snami e che vedrà venerdì 13 e sabato 14 a Roma una riunione del comitato centrale, consiglio nazionale ed un convegno sulle tematiche della professione e sul modello Snami di cure territoriali. Le riproporremo il nostro comunicato stampa del 30 aprile in cui le facevamo un in bocca al lupo e chiedevamo, in tempi non sospetti, l’abrogazione della legge Balduzzi. Le ribadiremo che i Medici non voteranno per chi svende il sistema sanitario pubblico. Oggi questo monito e la proposta dell’abrogazione della Balduzzi la estendiamo agli altri sindacati e a tutte le parti politiche, indistintamente.

giovedì 5 dicembre 2013

MAI INGESSARSI E PERDERE TEMPO


IN TILT PER 24 ORE IL SISTEMA ON LINE DI INVIO DEI CERTIFICATI
Angelo Testa: "Non ci importano le lamentele dei datori di lavoro, preferiamo dedicare il nostro tempo ai pazienti"

Lo SNAMI interviene in riferimento al caos di ieri che ha visto la Medicina generale di mezza Italia “impantanarsi” in seguito ad un blocco del sistema operativo per l'invio telematico dei certificati di malattia inps. Angelo Testa, presidente nazionale dello Snami <La nostra posizione di fronte a situazioni di questo genere è la risposta che ho dato ad una Collega emiliana che mi ha scritto lamentandosi di avere passato due ore del suo tempo per inviare i certificati di malattia tramite operatore e bloccando di fatto la sua attività ambulatoriale rallentandone pesantemente lo svolgimento e la propria operatività: bisogna semplicemente passare al cartaceo secondo la vecchia procedura così come viene fatto quando è in tilt la nostra linea o c'è un problema tecnico nel nostro sistema. Non possiamo e non dobbiamo permettere che eventi indipendenti dalla nostra volontà possano in qualsiasi maniera rallentare la nostra attività e causare disagio ai pazienti che devono “subire” un tempo di attesa anomalo e a noi stessi che dilatiamo il nostro orario di studio.>
<Personalmente> continua Gianfranco Breccia, dell'esecutivo nazionale e presidente provinciale della sezione di Torino, <in quelle situazioni in cui non è possibile trasmettere un certificato per via telematica ho predisposto un modello cartaceo in cui c'è l'indicazione “non trasmesso on line per malfunzionamento del sistema” evitando così di perdere tempo perché è chiaro che se il sistema centrale è in tilt, come è successo ieri, il call center risulta sottodimensionato a ricevere decine di migliaia di telefonate contemporaneamente.>
<In Sardegna> dice il presidente regionale Snami Domenico Salvago <inviamo i dati della nostra attività quotidiana in diretta ad un sistema operativo che si chiama EvoMedir,e per questa attività  la regione ci ha fornito i Pc e ci remunera mensilmente. Quando ci sono dei problemi ci mettiamo tre secondi a staccarci dal sistema e ottemperare all'incombenza  di inviare una mail segnalando un  malfunzionamento o rallentamento del sistema. Come per il caos di ieri con l'inps privilegiamo il corretto svolgersi dell'attività clinica nei confronti dei nostri assistiti e non “permettiamo”  intralci e perdite di tempo. <Lo Snami> conclude Angelo Testa <è favorevole alla tecnologia che sia d'ausilio all'attività del Medico e privilegia le soluzioni terapeutiche rapide, pragmatiche e qualche volta drastiche quando la tecnologia “si ammala temporaneamente”>